La mattina faccio un giro dei miei blog preferiti, leggo i nuovi post e ogni tanto lascio un messaggio. Alcuni sono blog gettonati, altri semisconosciuti, altri incontrati per caso girando per la rete da un link all'altro, da un commento all'altro.
I miei preferiti sono quelli personali, dove non si cercano l'applauso o la polemica, ma si racconta la propria vita.
E così mi capita di commuovermi, ridere, indignarmi...E spesso non trovo le parole, perchè tanti cercano conforto e l'unica cosa che posso fare è cercare di far sentire la mia partecipazione, l'affetto che porto a perfetti estranei e mi stupisco possa essere forte un sentimento per persone che lasciano briciole del loro cuore e della loro vita su queste pagine telematiche.
Tutta questa manfrina per dire che vi voglio bene :)
un bacio
Viola
mercoledì 29 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Ohibò

Qua mi distraggo un attimo e i giorni volano via come le foglie d'autunno.
Sabato sono andata in Prato della Valle e ho comprato i pansè, dei ciclamini e dei bulbi di tulipano da piantare nel mio giardinetto.
Anche se a dirla tutta io sono la mente e il moroso il braccio che dovrebbe mettere in terra le nuove arrivate...infatti il lavoro è rimasto a metà!
Speriamo che il mal tempo annunciato non faccia disastri...già le giornate così grigie e corte non sono il massimo dell'allegria, lasciatemi almeno un po' di fiori :)
venerdì 17 ottobre 2008
Lilia Manganaro
Appena riesco cercherò di mettermi in contatto personalmente con questa persona stupenda che è stata la mia prof di matematica alle medie per dirle che le sono vicina e che per una persona ignorante ce ne sono tante che le sono vicine e la apprezzano.
La discriminazione e l'intolleranza sono sempre più vicine a noi, tutti chiusi nel nostro piccolo recinto. Bisogna opporsi attivamente.
Da Il Mattino di Padova
PADOVA - Che il micro clima sociale, quello della città, del quartiere, del condominio, della scala, quello che dà il ritmo al cuore della collettività, sia così intossicato dalle scorie velenose dell'intolleranza sdoganata e dell'arroganza senza ritegno, è faccenda dolorosa per tutti. O quasi.Ma è spaventosa come un incubo per i genitori di due gemelli autistici trentenni che a fine settembre si sono trovati sotto lo stuoino dell'appartamento dove vivono da 28 anni una lettera anonima evidentemente lì messa da uno dei condòmini: «siamo in una casa civile e non un cottolengo. Andatevene, è da anni che vi dobbiamo sopportare. Quanto avete intenzione di rompere ancora! Avete creato danni incalcolabili alla tranquillità del condominio. Andatevene», e via con insulti peggiori. Questo ha scritto in stampatello, su un foglietto di block notes, qualcuno. A mostrarlo, tenendolo per un angolo con le punte di due dita, ché quelle parole sporcano come liquame, non è una mamma che vive dentro quattro mura, sconfitta da ciò che ha dovuto e deve affrontare. Al contrario, è un personaggio emblema dell'impegno personale e politico, Lilia Manganaro, una donna forte per se stessa e per i diritti degli altri ma che non ha mai rinunciato alla leggerezza: una vita ad insegnare ai ragazzini delle medie, percorso politico Pci, Pds ora Ds, 9 anni consigliere comunale (dal 1995 al 2004), adesso è consigliere nazionale dell'Anffas per i problemi della scuola e vice presidente dell'Anffas padovana. Non è stata zitta, quel biglietto trovato all'ingresso di casa è faccenda sua e di tutti: ha fatto un esposto in procura e denunciato pubblicamente l'accaduto. Il condominio, che si trova all'Arcella, ospita 16 famiglie, coppie dai 30 ai 60 anni, per lo più con una laurea in tasca, dirigenti di banche, professionisti, insegnanti, con figli chi piccoli chi sposati. Quasi tutti abitano lì da anni, si conoscono bene. «Famiglie normali - racconta Lilia Manganaro - Appena ho trovato il biglietto anonimo, ho scritto una lettera (che pubblichiamo qui sotto) e ho messo in ogni cassetta dei condòmini il messaggio e la mia lettera. Poi tramite un avvocato ho voluto denunciare l'accaduto». Parla tranquillamente, spiega che non ha la più pallida idea di chi possa essere stato, che alcuni vicini di casa l'hanno chiamata per darle solidarietà, non tutti. E che ora si sente addosso una paura che mai aveva avuto: «Quando accompagno i ragazzi giù, la mattina, lasciavo sempre la porta di casa aperta: ora non riesco più a farlo. Penso che potrebbe succedere qualcosa, sono inquieta. Col clima politico che c'è è saltato fuori anche questo. L'intolleranza che c'è in giro, le classi separate per gli stranieri, figuriamoci i disabili come sono visti».I due figli di Lilia non parlano, capiscono. A volte piangono. Capita che di notte non dormano, e allora il padre (che è direttore didattico) si stende vicino a loro, lui guarda un po' di tivù, e loro si addormentano. Hanno stereotipie, come tutti gli autistici, capita che si percuotano la testa con il pugno chiuso («e questa - racconta la madre - è una cosa che ancora non riesco ad accettare, mi fa troppo male quando accade») od emettano lamenti, grida. La famiglia abita all'ultimo piano, i due ragazzi passano le giornate al centro specializzato all'ex psichiatrico («un fiore all'occhiello, dopo tante battaglie ora funziona benissimo», e c'era lei, Lilia, in prima fila in quelle battaglie), rientrano alla sera. Sono a casa solo le domeniche. Certo che qualcuno li sentirà, «ma mai nessuno finora aveva protestato - racconta Giuseppe Parisi, amministratore del condominio - nessuno mi ha neanche mai preso in disparte, chiedendomi di intervenire o affrontare il problema. Mi sembra aberrante quello che è successo, sono tutte famiglie normali, perbene. Eppure qualcuno di loro ha scritto quel messaggio. Se si arriverà in tribunale, io e il resto del condominio vorremo costituirci parte civile». (Alberta Pierobon)
(17 ottobre 2008)
La discriminazione e l'intolleranza sono sempre più vicine a noi, tutti chiusi nel nostro piccolo recinto. Bisogna opporsi attivamente.
Da Il Mattino di Padova
PADOVA - Che il micro clima sociale, quello della città, del quartiere, del condominio, della scala, quello che dà il ritmo al cuore della collettività, sia così intossicato dalle scorie velenose dell'intolleranza sdoganata e dell'arroganza senza ritegno, è faccenda dolorosa per tutti. O quasi.Ma è spaventosa come un incubo per i genitori di due gemelli autistici trentenni che a fine settembre si sono trovati sotto lo stuoino dell'appartamento dove vivono da 28 anni una lettera anonima evidentemente lì messa da uno dei condòmini: «siamo in una casa civile e non un cottolengo. Andatevene, è da anni che vi dobbiamo sopportare. Quanto avete intenzione di rompere ancora! Avete creato danni incalcolabili alla tranquillità del condominio. Andatevene», e via con insulti peggiori. Questo ha scritto in stampatello, su un foglietto di block notes, qualcuno. A mostrarlo, tenendolo per un angolo con le punte di due dita, ché quelle parole sporcano come liquame, non è una mamma che vive dentro quattro mura, sconfitta da ciò che ha dovuto e deve affrontare. Al contrario, è un personaggio emblema dell'impegno personale e politico, Lilia Manganaro, una donna forte per se stessa e per i diritti degli altri ma che non ha mai rinunciato alla leggerezza: una vita ad insegnare ai ragazzini delle medie, percorso politico Pci, Pds ora Ds, 9 anni consigliere comunale (dal 1995 al 2004), adesso è consigliere nazionale dell'Anffas per i problemi della scuola e vice presidente dell'Anffas padovana. Non è stata zitta, quel biglietto trovato all'ingresso di casa è faccenda sua e di tutti: ha fatto un esposto in procura e denunciato pubblicamente l'accaduto. Il condominio, che si trova all'Arcella, ospita 16 famiglie, coppie dai 30 ai 60 anni, per lo più con una laurea in tasca, dirigenti di banche, professionisti, insegnanti, con figli chi piccoli chi sposati. Quasi tutti abitano lì da anni, si conoscono bene. «Famiglie normali - racconta Lilia Manganaro - Appena ho trovato il biglietto anonimo, ho scritto una lettera (che pubblichiamo qui sotto) e ho messo in ogni cassetta dei condòmini il messaggio e la mia lettera. Poi tramite un avvocato ho voluto denunciare l'accaduto». Parla tranquillamente, spiega che non ha la più pallida idea di chi possa essere stato, che alcuni vicini di casa l'hanno chiamata per darle solidarietà, non tutti. E che ora si sente addosso una paura che mai aveva avuto: «Quando accompagno i ragazzi giù, la mattina, lasciavo sempre la porta di casa aperta: ora non riesco più a farlo. Penso che potrebbe succedere qualcosa, sono inquieta. Col clima politico che c'è è saltato fuori anche questo. L'intolleranza che c'è in giro, le classi separate per gli stranieri, figuriamoci i disabili come sono visti».I due figli di Lilia non parlano, capiscono. A volte piangono. Capita che di notte non dormano, e allora il padre (che è direttore didattico) si stende vicino a loro, lui guarda un po' di tivù, e loro si addormentano. Hanno stereotipie, come tutti gli autistici, capita che si percuotano la testa con il pugno chiuso («e questa - racconta la madre - è una cosa che ancora non riesco ad accettare, mi fa troppo male quando accade») od emettano lamenti, grida. La famiglia abita all'ultimo piano, i due ragazzi passano le giornate al centro specializzato all'ex psichiatrico («un fiore all'occhiello, dopo tante battaglie ora funziona benissimo», e c'era lei, Lilia, in prima fila in quelle battaglie), rientrano alla sera. Sono a casa solo le domeniche. Certo che qualcuno li sentirà, «ma mai nessuno finora aveva protestato - racconta Giuseppe Parisi, amministratore del condominio - nessuno mi ha neanche mai preso in disparte, chiedendomi di intervenire o affrontare il problema. Mi sembra aberrante quello che è successo, sono tutte famiglie normali, perbene. Eppure qualcuno di loro ha scritto quel messaggio. Se si arriverà in tribunale, io e il resto del condominio vorremo costituirci parte civile». (Alberta Pierobon)
(17 ottobre 2008)
Piccole rogne si accumulano
Sono assunta da meno di due mesi e ho già mangiato il mio monte ore di permessi, perso dietro visite mediche infinite per i più svariati motivi. E' incredibile che il contratto degli studi professionali non preveda un minimo di ore di permesso da usare in caso di esami medici e/o visite specialistiche. Già tocca prenotare con mesi di anticipo, se poi mi tocca fare la preziosa sugli orari hai voglia a trovare posto!
A parte queste questioni burocratiche sono un po' giù, ieri ho fatto una visita dermatologica e mi hanno trovato un neo da asportare per precauzione. La cosa assurda è che non sono preoccupata per l'operazione (nonostante il mio terrore per aghi, punti e camici bianchi in genere) ma per la cicatrice che mi rimarrà. Sono sempre stata così vanitosa, così gelosa del mio corpo? Eppure non mi sento bella, non ci credo se me lo dicono e non ho mai in mente di valorizzarmi o di curare il mio aspetto al di là di una sana pulizia e ordine. Questa idea della cicatrice mi turba. Odio tutto quello che è ineluttabile, irreversibile. Mi sono informata e cercherò di farmi operare a chirurgia plastica, dovrebbero saperci fare.
E lunedi altri esami e la settimana dopo altri ancora.
Mi sento imperfetta.
E poi qualcuno si dimentica che la salute è tutto.
Passeranno anche queste, io mi sento forte nella mia naturale fragilità. Mi piego ma non mi spezzo.
Buon finesettimana a chi passa da qui. E io me ne vo alla fiera dell'arte moderna :)
A parte queste questioni burocratiche sono un po' giù, ieri ho fatto una visita dermatologica e mi hanno trovato un neo da asportare per precauzione. La cosa assurda è che non sono preoccupata per l'operazione (nonostante il mio terrore per aghi, punti e camici bianchi in genere) ma per la cicatrice che mi rimarrà. Sono sempre stata così vanitosa, così gelosa del mio corpo? Eppure non mi sento bella, non ci credo se me lo dicono e non ho mai in mente di valorizzarmi o di curare il mio aspetto al di là di una sana pulizia e ordine. Questa idea della cicatrice mi turba. Odio tutto quello che è ineluttabile, irreversibile. Mi sono informata e cercherò di farmi operare a chirurgia plastica, dovrebbero saperci fare.
E lunedi altri esami e la settimana dopo altri ancora.
Mi sento imperfetta.
E poi qualcuno si dimentica che la salute è tutto.
Passeranno anche queste, io mi sento forte nella mia naturale fragilità. Mi piego ma non mi spezzo.
Buon finesettimana a chi passa da qui. E io me ne vo alla fiera dell'arte moderna :)
mercoledì 15 ottobre 2008
Sono ancora qui
non so dove di preciso ma da qualche parte dovrò pur essere! Mi sono accorta solo ora che è più di una settimana che non posto qualcosa e non che mi manchino gli argomenti...solo un momento libero per buttare giù qualche impressione.
Sabato mattina mega litigone col moroso...per un faldone. Il motivo è futile alquanto ma sono diventata una iena e come al solito ho tratto da un episodio una considerazione generale e mi sono arrabbiata ancora di più. Il fatto è che non so gestire la rabbia: mi assale e se non mi sfogo mi pare di esplodere. Pensare che sembro tanto cara e buona...Invece il moroso aveva paura che lo mollassi su due piedi. In realtà fosse stato qualche anno fa lo avrei fatto. Devo essere sempre eclatante nell'esternare i miei sentimenti. Ma ora sono un po' rinsavita e comunque amo troppo il moroso. Non per niente sono tre anni che me lo tengo stretto, un record impressionante per me, contando che gli sono sempre stata fedele. Mica è facile!
Sabato mattina mega litigone col moroso...per un faldone. Il motivo è futile alquanto ma sono diventata una iena e come al solito ho tratto da un episodio una considerazione generale e mi sono arrabbiata ancora di più. Il fatto è che non so gestire la rabbia: mi assale e se non mi sfogo mi pare di esplodere. Pensare che sembro tanto cara e buona...Invece il moroso aveva paura che lo mollassi su due piedi. In realtà fosse stato qualche anno fa lo avrei fatto. Devo essere sempre eclatante nell'esternare i miei sentimenti. Ma ora sono un po' rinsavita e comunque amo troppo il moroso. Non per niente sono tre anni che me lo tengo stretto, un record impressionante per me, contando che gli sono sempre stata fedele. Mica è facile!
martedì 7 ottobre 2008
Cina
Qualcuno può spiegarmi perchè qui nel nord est c'è un profondo disprezzo nei confronti dei cinesi? A sentire amici e colleghi sembra che tutti i mali del mondo siano da imputare a questo popolo. Naturalmente non sono d'accordo e mi arrabbio pure quando sento che tutti i cinesi dovrebbero morire o via discorrendo. Non sono una fanatica dell'integrazione tra i popoli, da buona settentrionale sono pure diffidente nei confronti del prossimo, di qualsiasi colore sia, ma credo nel rispetto e nell'educazione e detesto le semplificazioni e i luoghi comuni.
Poi ci arrabbiamo quando l'italiano viene descritto con pizza-mafia-o sole mio etc. etc.
Impariamo a rispettare gli altri popoli e non abbandoniamoci all'abitudine dei commenti per brontolare sicuri dell'appoggio di chi ci sta intorno.
Sgrunt.
Poi ci arrabbiamo quando l'italiano viene descritto con pizza-mafia-o sole mio etc. etc.
Impariamo a rispettare gli altri popoli e non abbandoniamoci all'abitudine dei commenti per brontolare sicuri dell'appoggio di chi ci sta intorno.
Sgrunt.
lunedì 6 ottobre 2008
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